Dellera blog: in viaggio con Raymond Carver

Nuovi incontri molto carveriani sull'aereo per Tulsa

fonte: Rolling Stones

Lei mi fa: “Duane, questa cosa mi ammazza”.
Beviamo Teacher's con acqua e ghiaccio. Tra la mattina e il pomeriggio abbiamo dormito un po'. Poi è scesa dal letto e ha minacciato di scavalcare la finestra in mutande. L'ho dovuta bloccare con una presa. Va bene che eravamo solo al secondo piano, però... - .

Mentre leggo la short story di Carver mi viene alla mente un difficile quanto esilarante periodo passato in Irlanda, anzi un episodio sufficientemente identico a quello raccontato per lasciarmi pensieroso ed alieno per un po'.
Ricordo un momento di novità assoluta, di nuovi investimenti (non finanziari ovviamente), l' inizio di una nuova fase, la voglia di realizzazione che molta gente che mi circondava aveva, questo sogno già annebbiato, le convulsioni dell'infanzia erano solo un ricordo. Qualcuno si era già perso del tutto.
Anch’io cominciavo ad avere coscienza del distacco ma non volevo che nessuno ne accelerasse il processo, stay off my face please.

Anyway, mentre attendo il decollo, una signora sorridente mi chiede se siamo una rock band, le rispondo che siamo un gruppo di pittori, ride, ma non ottenendo con le successive domande molta soddisfazione, s'incupisce un tantino; decido di abbassare il livello di surrealismo per far un po' amicizia.
Cindy domanda dove saremmo rimasti a Tulsa e suggerisce di albergare in un posto consigliato a lei, ma ormai la frittata è fatta e ogni risposta e conversazione prende una piega storta e man mano sempre più noir. 
Ok Raymond, ho incontrato uno dei personaggi dei tuoi racconti, uno di quelli che Altman usa per raccontare l'America, e più cerco normalità, più cado nel pozzo del non-sense e del misunderstanding; ad un certo punto lei sbotta (dopo l'ennesimo invito ossessivo a cambiare albergo, visitare questo e quel posto e darci appuntamento all'uscita dell'aeroporto e le mie spiegazioni riguardo all'impossibilita' di farlo) e mi dice - “'non sto mica cercando di abbordarti!”.
Ormai arreso e imbarazzatissimo ributto la testa nel libro e faccio finta di niente mentre un paio di persone di fianco cercano di distrarla. Mannaggia, sempre catalizzatore di personaggi borderline. Nonostante questo tutto rimane frizzante e sospeso, senza possibilità di spegnersi, si perderebbe troppa magia per strada.

Jody, responsabile dell’hotel a Tulsa, guida il furgone dall'aeroporto e, come tutti appena stuzzicati, mi regala un sunto della sua vita. Così io le chiedo cosa che si fa in questo posto, di cosa si vive. “There's only two popular things in Oklahoma, churches and liquor stores!”. “Nel tempo libero si può andare a vedere lo sport nei bar con gli appositi schermi”.
Ovviamente non è tutto vero e lo avrei scoperto nelle ore successive. Il conformismo e la restrizione spesso fanno germogliare fiori unici e meravigliosi.


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